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Pascolo ovino e fotovoltaico: come gli impianti possono integrarsi con l’allevamento
Cosa hanno in comune pannelli solari e un gregge di pecore? Più di quanto si possa immaginare. Negli impianti fotovoltaici a terra, la gestione dell'erba è fondamentale per garantire sicurezza, efficienza e corretta manutenzione dell'area. Sempre più spesso, questa attività può essere svolta in modo naturale proprio grazie al pascolo ovino.
Dopo aver approfondito il ruolo degli uliveti nell'integrazione paesaggistica degli impianti fotovoltaici, in questo articolo vedremo come anche l'allevamento ovino possa entrare in relazione con la produzione di energia rinnovabile. Una soluzione semplice, concreta e sempre più studiata, che unisce cura del territorio, gestione della vegetazione e continuità con le attività agricole locali.
Perché la gestione della vegetazione è importante negli impianti fotovoltaici
Negli impianti fotovoltaici a terra, la gestione della vegetazione è un'attività essenziale. L'erba che cresce tra le file dei pannelli deve essere controllata con regolarità , perché può incidere sia sull'efficienza dell'impianto sia sulla sicurezza dell'area.
Se la vegetazione diventa troppo alta può creare ombre sui moduli, soprattutto nelle ore in cui il sole è più basso. Anche un'ombra parziale può ridurre la capacità dei pannelli di catturare la radiazione solare e quindi influire sulla produzione di energia. Nei periodi più caldi e secchi, inoltre, l'accumulo di erba secca può aumentare il rischio di incendi e rendere più difficili le attività di manutenzione.
La soluzione, però, non è eliminare completamente il verde. Una copertura erbacea ben gestita può svolgere funzioni importanti per l'equilibrio del sito, ad esempio:
- Prevenire l'erosione del suolo
- Trattenere l'acqua piovana, migliorandone l'infiltrazione
- Evitare il sollevamento di polveri che, depositandosi sui pannelli, ne ridurrebbero l'efficienza.
La sfida è quindi trovare un equilibrio: mantenere l'erba abbastanza bassa da non interferire con i pannelli e con la sicurezza dell'impianto, ma abbastanza vitale da continuare a svolgere una funzione ecologica. E per farlo, i tosaerba meccanici e i diserbanti (che inquinano, compattano il suolo e agiscono in modo drastico) stanno lasciando il posto ad un nuovo approccio a minore impatto: il pascolo ovino.
Il pascolo ovino come soluzione naturale
Tra le soluzioni naturali per la gestione della vegetazione, il pascolo ovino è una delle più adatte agli impianti fotovoltaici a terra. Le pecore hanno infatti caratteristiche compatibili con questo tipo di ambiente:
- Sono di taglia contenuta e si muovono agilmente tra le file dei pannelli.
- Si nutrono soprattutto della vegetazione erbacea, cioè quella che, se non controllata, può creare ombreggiamenti e ostacolare la manutenzione.
- Il loro pascolo consente di raggiungere anche le aree dove i mezzi meccanici possono fare più fatica ad arrivare, come gli spazi sotto e tra i moduli.
La convivenza tra pannelli e pecore porta inoltre benefici reciproci. Da un lato, gli animali contribuiscono al controllo della vegetazione in modo graduale; dall'altro, le strutture fotovoltaiche possono offrire zone d'ombra e riparo, soprattutto nei mesi più caldi.
La scienza conferma: il pascolo ovino rende il suolo più vivo
Il pascolo fotovoltaico (tecnicamente definito solar grazing) non si limita a svolgere una funzione di decespugliamento, ma contribuisce attivamente alla rigenerazione del terreno, offrendo una gestione del suolo più graduale e organica rispetto ai mezzi meccanici.
Uno studio di riferimento pubblicato su Frontiers in Sustainable Food Systems, basato sull'analisi comparata di molteplici siti fotovoltaici negli Stati Uniti, ha documentato risultati inequivocabili: le aree gestite tramite pascolo ovino registrano indici significativamente superiori di carbonio attivo e sostanza organica rispetto ai terreni sottoposti a sfalcio meccanico. L'integrazione del gregge tutela la biodiversità locale e incrementa la qualità del foraggio nel lungo periodo .
Affinché questo modello esprima il suo massimo potenziale, è tuttavia indispensabile una rigorosa progettazione gestionale . Un sistema efficiente richiede recinzioni perimetrali adeguate, punti di approvvigionamento idrico, un controllo attento del carico animale e precise rotazioni dei pascoli, per evitare il depauperamento del cotico erboso.
Dalla teoria alla pratica: il caso dell'impianto Iberdrola di Montalto di Castro

All'interno di un'area di 50 ettari, Iberdrola ha strutturato una collaborazione diretta con la filiera locale, introducendo un gregge di circa 500 pecore per la gestione naturale della copertura erbacea dell' impianto fotovoltaico di Montalto di Castro
Questa sinergia consente non solo di ottimizzare la manutenzione del sito, riducendo l'impiego di mezzi meccanici, i relativi costi energetici e il rischio incendi, ma promuove attivamente la tutela della biodiversità. Il progetto dimostra concretamente come l'innovazione tecnologica, se applicata con visione e responsabilità ecologica, possa trasformare un impianto industriale in un ecosistema integrato, dove tutela del paesaggio e transizione energetica procedono di pari passo.
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